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domenica 26 gennaio 2014

Analisi di bilancio Geox trimestrale settembre 2013

Geox

Conto economico

Ricavi -11,88% 
Costo del venduto -10,61%
Profitto lordo -13,32%
Margine di profitto lordo 46,31% (dal 47,08%)
Costi di vendita e distribuzione +3,23% 
Costi di marketing -19,58%
Costo del personale e amministrativi +9,75%
Spese generali/profitto lordo 95,02% (dal 78,52%)
Risultato operativo -79,89%
Ammortamenti e svalutazioni +20,48%
Oneri finanziari al netto dei proventi +41,21%
Utile netto -123,52%
Margine di profitto netto -1,37% (dal 5,14%) 
Utile x azione -0,03

Aspetti positivi: forte calo del costo del venduto; forte calo del costo del marketing.
Aspetti negativi: forte calo dei ricavi; forte calo del profitto lordo; calo del margine di profitto lordo; aumento dei costi di vendita; aumento del costo del personale amministrativi; spese generali/profitto lordo in aumento e elevato; fortissimo calo del risultato operativo;forte aumento dell'ammortamento e svalutazioni; forte aumento degli oneri; enorme calo dell'utile netto; forte calo del margine di profitto netto (diventa negativo); utile per azione negativo.
Stato patrimoniale

Attività nn correnti -0,01%
Immobilizzazioni tecniche -7,84% 
Attività immateriali  -4,37%
Altre attività nn correnti +15,87%
Altre attività finanziarie nn correnti +19,25%
Attività correnti -3,37%
Rimanenze -1,94%
Crediti commerciali +14,15% 
Liquidità -44,1%
Altre attività correnti -44,55% 
Attività totali -2,38%
Passività nn correnti -17,09% 
Debito a lungo termine -6,90%
Passività correnti +5,64%
Debito a breve termine +318,61%
Debiti commerciali -18,41%
Passività totali  +4,28%
Debito totale +270,44%
Patrimonio netto -6,41%
Debito totale / Utile netto -6,814 anni (0,432 anni)
Debito a lungo termine / Debito totale 3,719% (dal 14,80%)
Quoz. Liquidità 1,821 (dal 1,99)
Pass/Attività 0,4027 (dal 0,3769)

Aspetti positivi: forte aumento delle altre attività non correnti;forte calo delle passività non correnti; calo del debito a lungo termine; quoz. di liquidità ottimo; passività/attività ottimo.

Aspetti negativi: calo delle immobilizzazioni tecniche; calo delle attività correnti; forte riduzione della liquidità; forte calo delle altre attività correnti; calo delle attività totali; aumento delle passività correnti; impressionante aumento del debito a breve termine; aumento delle passività totali; impressionante aumento del debito totale; calo del patrimonio netto; debito totale/utile netto che diventa negativo; esposizione quasi completa al debito a breve (si pagano meno interessi,ma bisogna rinnovare sempre il debito); quoz. di liquidità in peggioramento; pass/attività in peggioramento.
Rendiconto dei flussi di cassa

Flusso di cassa da attività operative -147,09%
Flusso di cassa per attività di investimento -18,93%
Flusso di cassa da attività di finanziamento -166,36% (da negativo diventa positivo, aumenta il debito)
Free Cash Flow -332,62%
CCn +24,82%

Aspetti negativi: CCn in aumento e ricavi/utile in calo (aumentano le rimanenze in magazzino e i crediti commerciali senza avere pagamenti da parte dei clienti); enorme calo del Free Cash flow;  cash flow operativo in enorme calo; aumento del debito.

Studio settoriale.
Ripartizione dei ricavi:
Calzature 87,16% (dal 85,79%)
Abbigliamento 12,84% (dal 14,21%)

Andamento dei ricavi:
Calzature -10,47%
Abbigliamento -20,41%

Ripartizione dei ricavi:
Italia 32,18% (dal 37,34%)
Europa 43,97% (dal 42,18%)
Nord America 6,61% (dal 5,86%)
Altri paesi 17,24% (dal 14,62%)

Italia -24,05%
Europa -8,16%
Nord America -0,67%
Altri paesi +3,95%

Esposizione dei ricavi principalmente in Europa e Italia. 

giovedì 2 gennaio 2014

ADC Fonsai,Seat,Tiscali e Mercato Idem parte 1

Fonsai
Premessa

Il titolo Fonsai tra il 16 (inizio periodo di adc) e il 17 luglio rimbalzò con guadagni a tre cifre (se non erro +316%), causa ricoperture di operatori che utilizzavano posizioni corte (strategia covered call) nella settimana precedente. Il 18 luglio il titolo calò del 43,9%; causa vendita allo scoperto (short) di opzioni call (con strike 2,5 euro) scadenza settembre 2012. Praticamente chi vendette (short call) le opzioni si è impegnò a vendere all’acquirente le azioni entro la fine di settembre al prezzo di 2,5 euro). Il problema  fù che  le opzioni call vendute azioni corrisposero al 20% del capitale ordinario. Entro il 23 agosto chi fece lo short selling dovette dimostrare di avere il 20% del capitale. Lo short selling venne fatto probabilmente da investitori istituzionali.
Come si comportarono le opzioni call-put Fonsai (fonte Sole 24 Ore) :
09-07-2012= Open int 816 / vol 0 / put-call ratio  giornaliero 0 / una settimana 0,02 / un mese 0,02
 10—07-2012=837/24/0,2/0,02/0,02
11-07-2012=919/87/0/0,05/0,05
12-07-2012=922/15/6,5/0,05/0,05
13-07-2012=1028/109/0,68/1,13/0,97
16-07-2012=998/0/na/1,23/0,93
17-07-2012=555/258/0,37/1,48/0,93
18-07-2012=406/1139/0/1,29/0,87
19-07-2012=743/890/0,1/1,29/0,78
20-07-2012=473/577/0,11/1,27/0,72
23/07/2012=785/810/0,11/1,29/0,67
Notare che il primo giorno (16) non ci furono volumi ,nonostante open interest alto ,quindi 998 contratti (call+put).
Il 17 i volumi furono pari a 258; open interest in calo quindi sono calati i contratti, a 555. C’è chi ha iniziato a monetizzare.
Il 18 si scatenò il putiferio, ovvero 406 contratti ancora aperti, volume 1139. I volumi ci furono.
Lo short selling dimostra come il rischio esista anche per chi compra le call. Nella settimana di avvicinamento ci fù un aumento di interesse verso le opzioni sull’Idem.
Solitamente la prima difficolta è scegliere il contratto. Meglio propendere verso contratti con strike vicini al prezzo del sottostante ( osservare cmq l’andamento dei volumi anche 2 settimane prima dell’adc).
Non è tanto l’andare in Otm,Itm,Atm; ma la vicinanza iniziale tra strike e sottostante del prodotto scelto.
Certamente un contratto che diventa Itm (per una call) è più vantaggioso. Ma è lo scostamento importante e l’analisi dei precedenti volumi.
Andando a guardare altri adc, prendo in esame quello di Tiscali (ottobre 2009) e Seat (marzo 2009). Sempre accorpamento e poi mega diluizione (rispettivamente 96,7% e 97,9%).Notare inoltre che la comunicazione ufficiale di Pdo (periodo d’offerta) fù per Tiscali 1 giorno e 3 giorni per Seat.
Durante i primi 3 giorni dell’adc Tiscali fece +750% e Seat +353%.
Come mai ci sono questi balzi (sia per Fonsai, sia per Tiscali ,sia per Seat?
1)   Numero esiguo di azioni sul mercato e speculazione
2)   Problematica di chi prima dell’adc ha inserito una strategia covered call (short call + long sottostante)

Seat
Sintesi dell’offerta

Con la delibera del 26 gennaio 2009 l’Assemblea Straordinaria di Seat Pg Spa ha disposto l’aumento di capitale della società. L’offerta ha avuto per oggetto un numero massimo di azioni ordinarie Seat Pg, di nuova emissione, pari a 1.885.982.430, prive di valore nominale e aventi le stesse caratteristiche delle azioni già in circolazione. Le azioni di nuova emissione sono state offerte in opzione ai soci ordinari e di risparmio nel rapporto di 226 azioni ordinarie ogni 5 azioni ordinarie e/o di risparmio possedute e al prezzo di euro 0,1062 per azione, per un controvalore complessivo pari a circa 200 mln di euro. Attraverso l’operazione di ricapitalizzazione il numero di azioni ordinarie della società è passato da circa 41 mln a 1.927 mln di unità. Il valore del coefficiente di rettifica della serie storica dei prezzi del titolo (denominato coefficiente K3) è stato posto pari a 0,0406884.
I dettagli dell’offerta sono stati diffusi attraverso il Prospetto Informativo e di Quotazione depositato presso la Consob in data 27 marzo 2009, a seguito del nulla osta comunicato con nota n. 9026092 del 25 marzo 2009. L’operazione ha definito il Periodo di Offerta (PdO) per l’esercizio dei diritti di opzione nelle giornate borsistiche comprese tra il 30 marzo e il 17 aprile 2009, mentre la negoziazione dei diritti è stata prevista nelle giornate comprese tra il 30 marzo e l’8 aprile. La consegna delle azioni ai sottoscrittori è stata prevista, invece (sempre attraverso il Prospetto Informativo), entro i 10 giorni di borsa
aperta successivi al termine del PdO. In accordo con tale disposizione, la consegna agli investitori delle azioni di nuova emissione è avvenuta in data 20 aprile 2009.

Andamento anomalo  titolo Seat

Il PdO delle azioni Seat Pg di nuova emissione è iniziato lunedì 30 marzo 2009, pochi giorni dopo l’annuncio dell’operazione alla comunità finanziaria e la pubblicazione del Prospetto Informativo, datati, rispettivamente, giovedì 26 marzo e venerdì 27 marzo 2009.
Nel corso della prima seduta borsistica del PdO il titolo ha chiuso le contrattazioni a euro 0,61, registrando una performance, rispetto al prezzo di chiusura della seduta precedente, pari al 151,5%. Nei due giorni successivi il titolo ha registrato successivi rialzi, mostrando un incremento pari al 15,8% il 31 marzo e pari al 55,7% il 1° aprile 2009. Il progresso del titolo, nei primi 3 giorni del PdO, ha dunque mostrato una performance complessiva
del 353,6%. Nel corso delle giornate di contrattazione successive, invece, la quotazione del titolo Seat Pg ha subito un forte ridimensionamento allineandosi, alla fine del PdO (20 aprile 2009), ai valori del titolo a esso antecedenti.
L’estrema volatilità della quotazione del titolo Seat Pg, nel PdO, è stata accompagnata da un andamento altrettanto anomalo dei volumi di negoziazione. Va ricordato che il numero delle azioni emesse dalla società è passato, a seguito dell’operazione di aumento di capitale, da circa 41 mln a 1.927 mln. La consegna di queste nuove azioni agli investitori
è avvenuta, come indicato nel paragrafo precedente, al termine del PdO, in data 20 aprile.
Sino a questa data, quindi, il numero di azioni in circolazione ammontava a circa 41 mln (numero di azioni antecedente l’operazione), dato quest’ultimo che, per una corretta analisi del turnover del titolo, deve essere posto in relazione ai volumi di negoziazione giornalieri da esso registrati.
Al fine di meglio rappresentare tale anomalia, la finestra temporale di osservazione comprende il mese precedente e quello successivo al PdO. Tale rappresentazione mostra un livello di turnover medio delle azioni Seat Pg pari a 0,79 nel PdO (rispetto a un dato medio del mese precedente e successivo al PdO pari a circa 0,03) registrando un valore massimo, in data 15 aprile 2009, pari a 3,29. Ciò significa che ciascuna azione della società è stata scambiata mediamente circa 3 volte in quella singola giornata di contrattazioni. Tale evidenza porta a ipotizzare il mancato rispetto, da parte di investitori
istituzionali esteri, del divieto di vendita allo scoperto nel corso dell’aumento di capitale imposto dalla Consob.

Riflessi sul mercato Idem

Le operazioni sul capitale di una società quotata provocano una serie di aggiustamenti anche nel mercato degli strumenti derivati, qualora le azioni della società siano attività sottostanti a questi contratti, al fine di rendere neutrali le posizioni precedentemente assunte su questo mercato dagli investitori. Per ciò che concerne il mercato regolamentato
Idem, gestito da Borsa Italiana, in caso di aumento di capitale subiscono una rettifica sia i prezzi di esercizio dei contratti di opzione esistenti sia il numero di azioni (lotto) oggetto del contratto (entrambi sulla base del coefficiente K).
Per l’operazione Seat Pg, la rettifica del lotto minimo, per i contratti di opzione già esistenti, ha comportato il passaggio del numero di azioni da 500 a 12.2897 unità. La contestuale rettifica dei prezzi di esercizio, oltre che del numero di azioni per contratto, dovrebbe consentire alle controparti di mantenerne inalterato il controvalore del contratto. In questo caso specifico però, la neutralità delle posizioni in essere rispetto all’operazione sul
capitale della società, teoricamente garantita per regolamento, non ha tutelato alcuni degli operatori presenti sul mercato. In particolare, il gap temporale esistente tra l’avvio del PdO e la consegna «fisica» dei nuovi titoli ai vecchi azionisti della società che aderiscono all’aumento di capitale, ha prodotto importanti effetti distorsivi nei mercati e per gli operatori. Prendendo ad esempio un investitore che avesse implementato la strategia covered
call (descritta nella parte introduttiva) in un periodo precedente l’aumento di capitale, questi si sarebbe trovato esposto al rischio di essere sprovvisto dei titoli da consegnare nell’eventualità dell’esercizio da parte della controparte del contratto d’opzione durante il PdO. La controparte infatti, grazie al notevole apprezzamento del titolo ha convenienza a esercitare il diritto di acquisto dell’opzione che è deep-in-the-money. L’alternativa
di chiudere semplicemente la posizione vendendo l’opzione call anziché esercitando il diritto (benché maggiormente remunerativa poiché permette di incassare anche il valore temporale del titolo) è difficilmente applicabile durante fasi di mercato caratterizzate da altissima volatilità a causa dell’assenza di proposte di negoziazione nel book. Soffermandosi
maggiormente nel dettaglio dell’operazione in esame, l’investitore che avesse avuto in portafoglio azioni Seat Pg e avesse contestualmente venduto opzioni call sul titolo avrebbe attuato una semplice strategia dal profilo di rischio relativamente basso. In un caso di aumento di capitale l’investitore, al fine di mantenere la copertura implicita nella strategia, dovrebbe semplicemente aderire all’offerta esercitando il diritto di acquisto sui titoli azionari di nuova emissione. L’anomalia sulla quale ci si concentra si basa sull’evidenza
che, anche qualora l’investitore in esame avesse esercitato il diritto di opzione sui titoli offerti, si sarebbe potuto trovare nella condizione di essere soggetto al rischio di rialzo dell’attività sottostante nel caso di esercizio anticipato durante il PdO. Come già evidenziato, la motivazione risiede nel fatto che egli non entra effettivamente in possesso dei titoli sottoscritti sino al termine del PdO.
Per meglio chiarire la dinamica descritta si supponga che l’investitore abbia implementato la strategia covered call per un solo lotto di titoli Seat Pg in data antecedente il PdO.
Egli avrebbe una posizione di 500 azioni in portafoglio e un contratto call di vendita sul titolo stesso. Nel caso di esercizio da parte della controparte del diritto di acquisto legato all’opzione nel corso del PdO, l’investitore si sarebbe trovato nella condizione di dovere consegnare 12.289 titoli entro il giorno successivo, a causa della rettifica del lotto del contratto, invece che 500, come previsto dal contratto nel periodo antecedente l’aumento.
Tuttavia, pur avendo esercitato il proprio diritto di opzione per l’acquisto delle nuove azioni, egli si trova effettivamente in possesso solamente di 500 azioni, poiché la consegna dei titoli di nuova emissione è prevista in data successiva il termine del PdO. Ciò obbliga,quindi, l’investitore in esame all’acquisto sul mercato dei titoli richiesti per la consegna alla controparte. Nel nostro esempio, il numero di azioni che l’investitore è costretto
ad acquistare è dato dalla differenza tra la dimensione del lotto nel periodo antecedente l’operazione (che corrisponde alle azioni acquistate per porre in essere la strategia covered call) e il lotto rettificato, e quindi pari a 11.789 titoli. La differenza tra il prezzo delle azioni di questo acquisto «forzato» e la quotazione delle azioni consegnate al termine del PdO rappresenta la perdita in cui incorre l’investitore. Essa dipende dalla data di esercizio del diritto dell’opzione (e quindi dal prezzo di acquisto delle azioni in quella data) e
dal controvalore del contratto in data antecedente il PdO.
Per comprendere la dimensione del fenomeno esaminato , è necessario
analizzare l’evoluzione del dato relativo all’open interest dei contratti call aventi come sottostante i titoli in oggetto, nel periodo precedente e successivo il PdO. Avviene un  netto decremento del numero di contratti d’opzione
call aperti nel corso del PdO. L’open interest, infatti, passa da 1.028 contratti, alla vigilia del PdO, a 55 contratti dopo la prima settimana dell’offerta. È bene evidenziare che il brusco decremento dei contratti aperti, osservabile in corrispondenza di venerdì 17 aprile, è da ricondursi invece alla scadenza tecnica dei contratti del mese di marzo 2009.
Al fine di individuare le possibili motivazioni del forte ridimensionamento dell’open interest, va ricordato che la sua variazione può essere causata da due fattori: la chiusura di operazioni aperte sullo stesso titolo e l’esercizio anticipato del diritto di acquisto da parte
del buyer dell’opzione. Nel primo caso, l’operazione produce un incremento anche sui volumi giornalieri associati al contratto mentre, nel caso di esercizio anticipato del diritto, i volumi rimangono invariati. Ciò che emerge è che nei primi giorni del PdO la forte contrazione del numero di contratti call aperti è stata causata da un massiccio esercizio anticipato
del diritto d’acquisto del titolo. Avviene una variazione dell’open
interest pari a 158 unità, in corrispondenza del primo giorno del PdO, corrispondono volumi pari a 10 unità. Ipotizzando che questi ultimi corrispondano interamente a operazioni di chiusura di posizioni preesistenti, ne conseguirebbe che (almeno) 148 contratti, la differenza, sono stati chiusi per effetto dell’esercizio dell’opzione. Il medesimo fenomeno è riscontrabile nel giorno immediatamente successivo in corrispondenza del quale
si possono stimare almeno 242 chiusure di contratti call. Questi dati evidenziano come, nel corso del PdO, sia stata esercitata una parte considerevole dei contratti call aperti provocando quindi le perdite stimate in precedenza.

Rischi :
-      Rischio di perdita dell’intero capitale
-      Rischio di short selling da parte di investitori esteri (difficilmente perseguibili dalla Consob)
-      Rischio di volatilità
-      Rischio di manipolazione del mercato
-      Rischio di liquidità
-      Rischio di essere accusati di manipolazione del mercato (nonostante vi siano vari vuoti legislativi)
-      Rischio di blocco delle negoziazioni in caso di gravi infrazioni
-      L’operazione diretta sul sottostante è soggetta anche al rischio asta di volatilità

Attenzione:

Le sopracitate informazioni non costituiscono sollecitazione all’investimento, e devono essere intese come un’opinione.  L’investitore che decidesse di seguirne le indicazioni, lo fa’ per libera scelta e a proprio rischio. L’autore potrebbe essere in conflitto d’interesse in quanto potrebbe essere possessore dei titoli eventualmente sopra elencati.

venerdì 27 dicembre 2013

Analisi di bilancio Autogrill trimestrale settembre 2013

Autogrill (post spin-off World Duty Free)

Ricavi -1,29%
Costo delle materie prime e merci -2,34%
Costo del personale -0,75%
Profitto lordo -0,79%
Margine di profitto lordo 36,34% (dal 36,16%)
Costo per affitti,concessioni,marchi +0,5%
Altri costi operativi -2,5%
Spese generali e amministrative / profitto lordo 77,31% (dal 77,30%)
Ammortamento e svalutazioni +4,415%
Ammortamento e svalutazioni / profitto lordo 13,42% (dal 12,75%)
Risultato operativo -7,8%
Oneri al netto dei proventi -25,25%
Utile netto +9,86%
Margine di profitto netto 1,02% (dal 0,92%)

Aspetti positivi: calo del costo delle merci; calo del costo del personale; calo degli altri costi operativi;forte calo degli oneri (vedesi calo del debito); aumento dell'utile netto;margine di profitto netto in leggero miglioramento; ammortamento/profitto lordo contenuto.

Aspetti negativi: calo dei ricavi; aumento del costo x affitti e concessioni; aumento dell'ammortamento; il margine di profitto lordo tra 20% e il 40% mostra la presenza di concorrenza; spese generali/profitto lordo elevate (rovinano il bilancio);margine di profitto netto minimo mostra una situazione di concorrenza accanita.

Stato patrimoniale

Attività immateriali -2,97%
Immobilizzazioni tecniche -8,9%
Rimanenze -11%
Crediti commerciali -11,59%
Debiti commerciali -12,02%
Patrimonio netto +10,44%
Debito a lungo termine -6,63%
Debito a breve termine -75,89%
Totale debito -23,87%
Debito lungo termine sul debito totale 92,12% (dal 75,12%)
Totale debito / utile netto 28,548 anni (dal 41,194 anni)

Aspetti positivi: calo delle rimanenze; aumento del patrimonio netto; calo del debito a breve; impressionante calo del debito a breve; forte calo del debito totale; totale debito/utile netto in nettissimo miglioramento.

Aspetti negativi: calo delle immobilizzazioni tecniche; calo dei debiti commerciali; debito totale/utile netto comunque alto (causa utile esiguo).

Cash flow da attività operative -27,51% ( dato negativo).

Studio settoriale:
Sui 9 mesi:
Distribuzione dei Ricavi
Aeroporti 48,98%
Autostrade 41,92%
Stazioni 3,99%
Altri 5,11%

Andamento Ricavi
Aeroporti +0,25%
Autostrade -3,59%
Stazioni +3,34%
Altri -12,64%

Sui 3 mesi
Andamento Ricavi
Aeroporti +1,05%
Autostrade -1,21%
Stazioni -0,47%
Altri -14,13%

Dislocazione geografica dei Ricavi
Nord America e Pacifico 48,42%
Italia 30,54%
Altri paesi europei 21,05%

Andamento Ricavi
Nord America e Pacifico -4,96%
Italia -6,91%
Altri paesi europei +6,3%

sabato 23 novembre 2013

Analisi di bilancio Banca Ifis trimestrale settembre 2013

Banca Ifis

Conto economico

Ricavi +22,90%
Interessi attivi +32,11%
Interessi passivi +38,54%
Margine d'interesse +27,1%
Margine d'interesse/interessi attivi 54,1% (dal 56,23%)
Commissioni attive -1,18%
Commissioni passive +13,47%
Commissioni nette -2,06%
Dividendi +833,33%
Risultato netto da attività da negoziazione +253,72%
Margine di intermediazione +15,81%
Crediti deteriorati +38,33%
Spese amministrative +29,39%
Costo del personale -3,28%
Accantonamenti -98,7%
Svalutazioni -16,65%
Proventi di gestione +10,60%
Utile netto +15,84%
Margine di profitto netto 21,83% (dal 23,16%)
Dal calcolo dell'utile netto sono esclusi 10,2 mln di guadagni derivanti da attività in vendita e 1,08 mln di perdite derivanti da differenze di cambio.

Aspetti positivi: forte aumento dei ricavi; forte aumento degli interessi attivi; forte aumento del margine di interesse; margine d'interesse/interessi attivi alto; enorme aumento dei dividendi e dei guadagni da attività da negoziazione; aumento del margine di intermediazione; calo del costo del personale; azzeramento degli accantonamenti; forte calo delle svalutazioni (materiali e immateriali);aumento dei proventi di gestione;forte aumento dell'utile netto;margine di profitto netto superiore al 20%.

Aspetti negativi: forte aumento degli interessi passivi; margine d'interesse/interessi attivi in leggero calo;calo delle commissioni attive; forte aumento delle commissioni passive;calo delle commissioni nette;forte aumento dei crediti deteriorati;forte aumento delle spese amministrative;margine di profitto netto in leggero calo.

Stato patrimoniale

Attività nn correnti +41,57%
Immobilizzazioni tecniche +0,91%
Attività immateriali +11,26%
Attività finanziarie detenute fino a scadenza +42,91%
Attività correnti +7,23%
Crediti verso clienti -2,39%
Crediti deteriorati/crediti verso clienti 16,83% (19,20%)
Crediti in sofferenza e in incaglio/crediti verso clienti 5,90% (dal 9,29%)
Crediti verso banche -28,29%
Attività finanziarie disponibili alla vendita +28,22%
Liquidità -3,57%
Altre attività +30,19%
Attività totali +21,23%
Debiti verso banche -5,27%
Debiti verso la clientela +24,13% (raccolta) di cui
Pronti contro termine +19,67%
Rendimax +28,39%
Altre passività -13,01%
Passività da negoziazione -66,58%
Passività totali +21,44%
Debito totale -0,91%
Patrimonio netto +25,98%
Debito totale / Utile netto 8,723 anni (dal 10,199)
Pass/Attività 0,9637 (dal 0,9620)
Core Tier 1 14,3% (dal 12,1%)
Portafoglio titoli +36,25%
Titoli di Stato Ita 99,27% di cui
fino a 3 mesi 0,43%
3-6 mesi 14,13%
6 mesi-1 anno 30,35%
1-2 anni 9,30%
2-5 anni 43,72%
5-10 anni 2,07%

Aspetti positivi: forte aumento delle attività nn correnti;aumento delle immobilizzazioni tecniche;forte aumento delle attività finanziarie detenute fino a scadenza;aumento delle attività correnti; crediti deteriorati in calo e sotto controllo; forte aumento delle attività finanziarie disponibili alla vendita; forte aumento delle altre attività;forte delle attività totali;calo dei debiti verso le banche;aumento della raccolta grazie soprattutto a Rendimax (con interessi sotto controllo);calo delle altre passività;forte calo delle passività da negoziazione;calo del debito totale;debito totale/utile netto in calo e ottimo; Core Tier 1 sopra l'8% e in miglioramento,forte aumento del patrimonio netto.

Aspetti negativi: calo della liquidità; forte aumento delle passività totali; pass/attività in leggero peggioramento ma elevato.

N.B.
Elevata esposizione sul Debito Italiano.


sabato 9 novembre 2013

Analisi di bilancio Snam trimestrale settembre 2013

Snam

Conto economico

Ricavi +3,82%
Costi operativi +9,13%
Ammortamento e svalutazioni +9,04%
Proventi finanziari -28,21%
Oneri finanziari  -42,56% (ma Oneri su debiti finanziari +57,32%) (il calo è dovuto all'estinzione dei contratti derivati IRS)
Oneri / Utile di gestione 23,95% (dal 41,8%)
Oneri su debiti finanziari/Utile di gestione 24,80% (dal 15,81%)
Utile netto +31,38%
Margine di profitto netto 25,6% (dal 20,23%)
Utile x azione +33,33%

Aspetti positivi:aumento dei ricavi;forte calo degli oneri finanziari netti;oneri netti/utile di gestione in forte calo;
forte aumento dell'utile netto;Margine di profitto netto in miglioramento e superiore al 20%.
Aspetti negativi:aumento dei costi operativi; forte aumento degli oneri su debiti finanziari;oneri/utile di gestione oltre il 10%;oneri su debiti finanziari/utile di gestione in aumento e oltre il 10%.

Stato patrimoniale

Attività nn correnti +3,37%
Immobilizzazioni tecniche +0,41%
Attività immateriali +0,81%
Partecipazioni +113,95%
Altre attività nn correnti +32,31%
Attività correnti -4,48%
Rimanenze -19,31%
Crediti commerciali +4,1%
Liquidità -80%
Altre attività correnti -45,22%
Attività totali +2,51%
Passività nn correnti -3,25%
Debito a lungo termine -3,02%
Passività correnti +50,46%
Debito a breve termine +83,31%
Debiti commerciali +16,45%
Passività totali +4,43%
Debito totale +2,35%
Patrimonio netto -2,93%
Debito totale / Utile netto 20,343 anni (da 26,113 anni)
Debito a lungo termine / Debito totale 88,86% (dal 93,78%)
Quoz. Liquidità 0,6604 (dal 1,040)
Pass/Attività 0,7519 (dal 0,7380)

Aspetti positivi:aumento delle attività nn correnti;aumento delle immobilizzazioni tecniche;enorme aumento delle partecipazioni;forte aumento delle altre attività nn correnti;aumento delle attività totali;calo delle passività nn correnti;calo del debito a lungo termine;debito tot/utile netto in miglioramento.

Aspetti negativi:calo delle attività correnti;forte calo della liquidità;forte calo delle altre attività correnti;forte aumento delle passività correnti;enorme aumento del debito a breve termine;aumento delle passività totali;calo del patrimonio netto;quoz. di liquidità in netto peggioramento e minore di 1 (rischio liquidità);pass/att in peggioramento e sempre alto.

Rendiconto dei flussi di cassa

Flusso di cassa da attività operative +533,2%
Flusso di cassa per attività di investimento +40,95%
Flusso di cassa da attività di finanziamento -122,61%
Dividendi +7,19%
Ocf - flusso di cassa da attività di investimento - dividendi = -342 mln (dividendo non sostenibile)
Interessi pagati +22,05% 

Aspetti positivi: impressionante aumento del flusso di cassa da attività operative.

Aspetti negativi:dividendi in aumento e non sostenibili; forte aumento degli interessi pagati.




venerdì 1 novembre 2013

Banca Marche,commissariamento e bilancio

E' stata commissariata definitivamente  Banca Marche, dopo le perdite certificate per circa 800 milioni. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, su proposta della Banca d’Italia, ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo di Banca delle Marche, e la sua sottoposizione alla procedura di amministrazione straordinaria.

Le criticità del bilancio 2012 sono diverse.

Guardando il conto economico (pagina 37) si nota subito l'utile netto negativo (-528 mln). Rispetto al 2011 parliamo di -492,34%. Nonostante un margine di intermediazione salito del 9,86%.
Il risultato pessimo è dovuto alla rettifica di valore dei crediti deteriorati (1039 mln) in aumento rispetto al 2011 del 662,34%. Questo fattore ha comportato un calo del 168,31% del risultato netto derivante dalla gestione finanziaria. 
Andando più in profondità e quindi studiando la situazione creditoria (pagina 71); si nota come vi sia un peggioramento della qualità dei crediti verso la clientela. Nel 2011 i crediti deteriorati sul totale erano il 14,03%. Nel 2012 il 22,55%. Tra questi, vi è stato un peggioramento del leasing finanziario (dal 35,65% al 46,13%); dei mutui (dal 11,39% al 20,32%); dei conti correnti (dal 9,92% al 23,39%).
Parliamo quindi di 3,4 miliardi di crediti deteriorati, l'88% verso imprese non finanziarie.
La problematica si riversata naturalmente sul debito. Infatti i debiti verso le banche (pagina 36) sono aumentati del 56,04% (5,1 mld).
La società ha tentato anche la via dell'aumento di capitale (sottoscritto interamente nel 2012).
Ma la concessione di crediti ''facili'' all' immobiliarista Vittorio Casale; al gruppo di costruzioni Lanari, alla pugliese Ciccolella; e all'imprenditore Giovanni Mazzaro Canio, ex marito di Daniela Santanchè di Fabio Pavesi ;ha affossato il bilancio. La grossa problematica è il continuo deterioramento anche della componente creditoria attualmente non a rischio. Questo significa nuove rettifiche di valore.
Il patrimonio netto del Gruppo ha subito un calo del 20,12%. I crediti deteriorati rappresentano quindi 3,54 volte il patrimonio netto (pari a 959 mln).
A fronte di una semestrale 2013 con perdite di 232 mln servirebbe almeno un aumento di capitale di 500 mln. Il Total Capital Ratio scende sempre più al di sotto dei limiti regolamentari dell’8%: ora è al 6,64%. Sempre nella semestrale si denota un Margine di interesse in riduzione su base annua del 27,4% per l’effetto congiunto di un incremento degli oneri passivi del 3,4% e di una contrazione degli interessi attivi del 13,1%, quest’ultima, in particolare, ascrivibile – oltre che ai tassi di mercato per gli impieghi su valori storicamente minimi – al venir meno dei flussi di interessi sui crediti passati a sofferenza negli ultimi 12 mesi e a minori interessi sul portafoglio titoli, anche in conseguenza della riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato italiano.Il patrimonio di base del Gruppo scende da 873 milioni di euro del 31 dicembre 2012 a 643 milioni di euro .
 il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha deliberato l’emissione di un prestito subordinato di classe Upper Tier 2 per un massimo di 100 milioni di euro, che al 30 giugno risulta sottoscritto per 20 milioni e successivamente per ulteriori 5 milioni di euro (altri debiti). Aumentano naturalmente i crediti deteriorati.


lunedì 21 ottobre 2013

Analisi di bilancio Falck Renewables semestrale giugno 2013

Falck Renewables

Conto economico

Ricavi +8,41%
Costo del venduto -7,33%
Profitto lordo +32,24%
Margine di profitto lordo 48,52% (dal 39,78%)
Costo del personale +2,07
Spese generali e amministrative -8,82% 
Risultato operativo +46,22%
Oneri finanziari al netto dei proventi +9,88%
Interessi / Utile di gestione 57,41% (dal 75%)
Utile netto +259,47%
Margine di profitto netto 12,52% (dal 3,78%) 

Aspetti positivi: aumento dei ricavi; calo del costo del venduto; forte aumento del profitto lordo; margine di profitto lordo in miglioramento ; calo delle spese generali e amministrative; impressionante aumento dell'utile netto; miglioramento importante del margine di profitto netto che supera il 10%.
Aspetti negativi: aumento del costo del personale; aumento degli oneri netti.Interessi pagati elevati.
Stato patrimoniale

Attività nn correnti -2,76%
Immobilizzazioni tecniche -2,36% 
Attività immateriali  -3,21% 
Attività correnti -3,43%
Rimanenze +63,6%
Crediti commerciali -0,26%
Liquidità +1,82%
Attività totali -2,9%
Passività nn correnti -7,11%
Debito a lungo termine -7,68%
Passività correnti -4,66%
Debito a breve termine -22,21%
Debiti commerciali -0,91%
Passività totali  -6,75%
Debito totale -8,95%
Patrimonio netto +9,8%
Debito totale / Utile netto 46,515 anni (dal 83,298 anni)
Debito a lungo termine / Debito totale 93,72% (dal 92,43%)
Quoz. Liquidità 1,858 (dal 1,835)
Pass/Attività 0,7376 (dal 0,7679)

Aspetti positivi: aumento della liquidità; calo del debito a lungo termine; calo delle passività nn correnti; calo delle passività correnti; forte calo del debito a breve termine; calo delle passività totali; calo del debito totale; aumento del patrimonio netto; debito tot/ utile netto in nettissimo miglioramento; debito principalmente a lungo termine; eccellente quoz. di liquidità; pass/att in miglioramento.

Aspetti negativi: calo delle attività nn correnti; calo delle immobilizzazioni tecniche; calo delle attività correnti; discrepanza dell'andamento tra rimanenze-crediti commerciali e ricavi; calo delle attività totali; debito totale/ utile netto comunque molto elevato; pass/att elevato.
Rendiconto dei flussi di cassa

Flusso di cassa da attività operative +37,14%
Flusso di cassa per attività di investimento -45,63%
Flusso di cassa da attività di finanziamento -195,07% (rimborso di una parte del debito)
Interessi pagati: +11,93%

Aspetti positivi : forte aumento dei flussi da attività operative; importantissimo rimborso del debito.

Aspetti negativi: aumento degli interessi pagati (in futuro saranno meno).