In un precedente post ho parlato della tassazione che riguarda gli etf.
Ma cosa sono?
Personalmente sono prodotti essenziali all'interno di un portafoglio per consentire un'ampia diversificazione.
Sono fondi passivi indicizzati.
I vantaggi:
-Trasparenza:1)chiaro obbiettivo d'investimento del fondo 2) informazioni sui titoli sottostanti giornalieri 3) costo complessivo annuo (TER) esplicito
-Liquidità:1) sono quotati in Borsa e possono essere scambiati facilmente 2)un etf è liquido quando sono liquidi i sottostanti
-Diversificazione:1) investire su un intero indice con una contrattazione 2) gli etf coprono un'ampia gamma di asset class
-Costi:1)i costi sono efficienti sia rispetto ai fondi comuni d'investimento sia rispetto ai certificati
Altre caratteristiche:
-Generano rendimenti collegati a un livello di benchmark
-Possono esserci sia etf semplici sia etf strutturati.
-Non c'è rischio emittente dell'etf (ma c'è rischio controparte nel caso di etf Swap based con un rischio massimo del 10% secondo direttive UCITS).
-Non c'è rischio di selezione del gestore,perchè sono fondi passivi
-Nessuna penale o commissione di uscita
-Nessuna soglia di investimento
- A volte distribuiscono dividendi
-Vi è lo spread denaro/lettera
Naturalmente per investire in etf bisogna capirne il funzionamento. Spesso molti investitori sottovalutano questo aspetto, con spiacevoli conseguenze.
ETF A REPLICA FISICA
Replica completa di un indice: si comperano tutti i titoli sottostanti di un indice.Vi è totale trasparenza,nessun rischio controparte e correlazione massima col benchmark di riferimento
Replica tramite campionamento:spesso replicare un indice completamente è difficile e fà aumentare i costi di negoziazione.Molti etf usano tecniche di replica a campione o di ottimizzazione.Però abbiamo un tracking error,ovvero la replicazione non è perfetta.Di solito si comprano i titoli più liquidi.
ETF SWAP-BASED
Replica sintetica: l'etf detiene un paniere di titoli indicati dalla controparte dello swap e stipula un contratto per scambiare la performance del paniere con la performance dell'indice di riferimento.Il paniere non conterrà tutte le azioni dell'indice,ma quelle più liquide.
Esempio di funzionamento di un etf con swap total return:
Il paniere di un etf aumenta del 5%. L'indice di riferimento (il benchmark) aumenta del 7%.
Grazie al contratto swap l'emittente dell'etf paga alla banca proprietaria dello swap il 5% e incasserà il 7%.
Lo swap è responsabile dell'integrazione del 2%.
I vantaggi sono una maggior precisione nella replica di un benchmark e un accesso illimitato ai mercati,come quelli emergenti o alle commodity.
Lo svantaggio è il rischio controparte per l'ammontare dello swap (limitato al 10%).Spesso gli emittenti di etf swap based usano più contratti swap per limitare questo rischio.
COSTI
Costi espliciti di gestione in un anno.La media per l'azionario è 0,37% , per l'obbligazionario 0,16%.
Costi di negoziazione ovvero lo spread denaro/lettera
Costi impliciti:il ribilanciamento dell'indice sottostante (applicati sul prezzo).Di solito sono intorno allo 0,01%.
Securities lending o prestito titoli: molti fondi generano rendimenti a basso rischio tramite il prestito titoli a terze parti.Questo comporta il pagamento di una commissione e un collaterale di garanzia.
Infine abbiamo gli etf strutturati.
Etf a leva, con partecipazione proporzionale alla leva
Etf short con o senza leva, quindi a partecipazione inversa
Etf protective put, con protezione del valore del portafoglio
Etf covered call o buy-write, ovvero assunzione di una posizione lunga e una posizione corta in un' opzione
call con strike out of the money del 5%.
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lunedì 18 febbraio 2013
mercoledì 13 febbraio 2013
ETF:FISCALITA'
Analizziamo in dettaglio il regime fiscale a cui sono sottoposti gli Exchange Traded Funds.
In Italia, gli ETF sono sottoposti alla tassazione fiscale tipica degli Organismi d’Investimento Collettivo del Risparmio (OICR).
Data la loro continua negoziazione in borsa, che comporta una usuale discrepanza tra prezzo dello strumento ed il suo Net Asset Value (NAV), è stato necessario suddividere i guadagni derivanti dalla loro compravendita in due tipologie di reddito:
- redditi da capitale: ottenuti dall’incremento di valore attuale netto delle quote e dagli eventuali dividendi percepiti.
- redditi diversi: ottenuti dalle plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla differenza tra i prezzi di compravendita dell’ETF ed il Nav delle quote.
I redditi da capitale sono determinati dalla differenza tra il NAV dell’ETF al momento della vendita ed il NAV dell’ETF al momento dell’acquisto (tale differenza è anche definita come “delta NAV”). Se l’operazione di compravendita avviene all’interno di una singola giornata, il NAV sarà pari a zero; se la compravendita invece si svolge nell’arco di più giorni, si provvederà a calcolare la media ponderata per il numero di quote dei rispettivi NAV. Nel caso di distribuzione di dividendi inoltre, questi ultimi contribuiscono alla formazione del reddito di capitale.
Ponendo il Net asset value del giorno della vendita pari a “NAVv” e il Net asset value del giorno d’acquisto pari a “NAVa”, avremo in formula:
- Reddito da capitale = (NAVv – NAVa)
I redditi diversi, si ottengono invece sottraendo alla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto dell’ETF il delta NAV, ossia i redditi da capitale.
Anche in questo caso, se le quote sono frutto di operazioni svolte sull’arco di più giorni, si provvederà a calcolare un prezzo medio di acquisto ponderato per il numero di quote possedute dall’investitore.
Ponendo il prezzo di vendita pari a “Pv” ed il prezzo d’acquisto pari a “Pa”, avremo in formula:
- Reddito diverso = (Pv – Pa) – (NAVv – NAVa)
Per illustrare queste due tipologie di reddito con un esempio numerico, supponiamo di acquistare un ETF al prezzo di 10€ e con NAV pari a 9,6€ e di rivenderlo il giorno successivo al prezzo di 12€ e con un NAV pari a 11€.
Il reddito da capitale sarà pari alla differenza tra il NAV del giorno di vendita ed il NAV del giorno di acquisto ossia 11 – 9,6= 1,4.
Il reddito diverso, sarà invece pari alla differenza tra prezzi di vendita e d’acquisto meno il delta del NAV ossia (12-10) - (11-9,6) = 0,6.
Da notare come nel caso la differenza tra NAV porti ad un valore negativo, il reddito da capitale si assumerà pari a zero.
Queste due tipologie di reddito sin qui esaminate, possono essere soggette a differenti tipi di tassazione in funzione di due dimensioni:
- l’armonizzazione o meno dell’ETF
- il regime fiscale a cui è sottoposto l’investitore1
Gli ETF si possono infatti distinguere in ETF di diritto estero armonizzati, ETF di diritto italiano ed ETF di diritto estero non armonizzati. Gli ETF armonizzatinon armonizzati. Sono armonizzati tutti gli Exchange Traded Funds quotati a Milano e lo sono la maggior parte di quelli quotati nei paesi dell’area euro. Non sono armonizzati invece tutti gli ETF che sono trattati all’infuori dell’Unione Europea. Prima di proseguire, occorre sottolineare come i fondi di diritto italiano risultino enormemente penalizzati dalla tassazione a cui sono soggetti. Questi infatti , sono tassati quotidianamente sull’incremento di valore del fondo, indipendentemente dall’effettiva realizzazione di capital gains. Proprio per questo motivo, non esistono al momento ETF di diritto italiano; nel trattare la fiscalità di questi strumenti, saranno analizzati dunque solamente i casi di “ETF armonizzati” e “non armonizzati”. Per capire se un ETF è o meno armonizzato, sarà necessario leggere il suo prospetto informativo. Per semplificare, possiamo comunque sottolineare come tutti gli ETF attualmente quotati su Borsa Italiana siano armonizzati, lo possano essere o meno quelli quotati su borsa europea, e siano generalmente non armonizzati quelli USA. sono conformi a quelle che sono le direttive europee UCITS (Undertakings For Collective Investment in Transferable Securities); non lo sono invece quelli
Per quanto riguarda il regime fiscale a cui può essere sottoposto l’investitore, possiamo distinguerne tre tipologie:
- Regime del risparmio amministrato: il cliente provvede personalmente a scegliere gli investimenti da effettuare, ma gli adempimenti fiscali vengono delegati alla banca, che agisce come sostituto d’imposta.
- Regime dichiarativo: il cliente che scelga questo regime fiscale provvederà di persona sia alla scelta degli investimenti sia agli adempimenti fiscali, riportando nella sua dichiarazione dei redditi le eventuali plusvalenze o minusvalenze realizzate.
- Regime del risparmio gestito: il cliente delega ad una banca o ad una società d’investimento sia la scelta degli investimenti da effettuare sia lo svolgimento degli adempimenti fiscali.
Analizziamo ora le diverse modalità di tassazione degli ETF in base alle due dimensioni appena illustrati.
Cominciamo ad analizzare i differenti casi in ipotesi di ETF armonizzato.
Nel caso di regime di risparmio amministrato, l’intermediario effettua automaticamente una ritenuta fiscale a titolo d’imposta del 20% sia sui redditi di capitale ed i proventi periodici, sia sui redditi diversi al netto di eventuali minusvalenze. L’investitore, è dunque assolto da qualunque onere e non è tenuto a riportare nulla in dichiarazione dei redditi.
Nel caso di regime dichiarativo, l’intermediario applicherà una ritenuta del 20% solamente su redditi di capitale e proventi periodici. L’investitore, sarà invece tenuto a indicare in dichiarazione dei redditi i redditi diversi, che saranno sottoposti ad un aliquota marginale Irpef.
Per quanto riguarda il caso del regime di risparmio gestito infine, sia i redditi di capitale sia i redditi diversi andranno a formare ogni anno il risultato di fine periodo e saranno pertanto soggetti ad un’imposta sostitutiva pari al 20%.
In questo tipo di regime, sia i redditi di capitale che quelli diversi possono essere compensabili, nel regime amministrato invece, soltanto i redditi diversi possono essere compensati con eventuali minusvalenze.
Passiamo ora ad analizzare le modalità di tassazione in presenza di ETF non armonizzati.
Nel caso di regime amministrato, la banca applicherà una ritenuta del 20% sui capital gains a solo titolo d’acconto; tali redditi dovranno infatti essere poi indicati nella dichiarazione dei redditi e saranno soggetti ad aliquota marginale Irpef.
Per quanto riguarda il regime dichiarativo invece, viene applicata come acconto una ritenuta pari al 20% solamente per i redditi da capitale che saranno comunque indicati in dichiarazione dei redditi e soggetti ad aliquota marginale. I redditi diversi invece, non sono soggetti ad imposte sostitutive ma vanno indicati anch’essi in dichiarazione dei redditi.
Infine, nel caso del regime del risparmio gestito, i redditi da capitale non partecipano a formare il risultato di fine periodo, ma sono soggetti ad una ritenuta del 20% come acconto. Partecipano invece alla formazione del risultato finale di periodo i redditi diversi, soggetti ad un’imposta sostitutiva pari al 20%.
Tabella 7.1 Differenti regimi di tassazione in presenza di ETF armonizzati
Tipo di regime
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Regime amministrato
|
Regime dichiarativo
|
Regime gestito
|
Redditi da capitale
(compresi dividendi)
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Ritenuta fiscale a titolo d’imposta del 20% da parte dell’intermediario.
Nessuna indicazione in dichiarazione dei redditi.
|
Ritenuta del 20% da parte dell’intermediario.
Nessuna indicazione in dichiarazione dei redditi.
|
Concorrono a formare il risultato finale di periodo e sono soggetti ad imposta sostitutiva del 20%.
|
Redditi diversi
|
Ritenuta fiscale a titolo d’imposta del 20% da parte dell’intermediario.
Nessuna indicazione in dichiarazione dei redditi
|
Sono da indicare in dichiarazione dei redditi da parte dell’investitore e sono soggetti ad aliquota marginale Irpef.
|
Concorrono a formare il risultato finale di periodo e sono soggetti ad imposta sostitutiva del 20%.
|
Tabella 7.2 Differenti regimi di tassazione in presenza di ETF non armonizzati
Tipo di regime
|
Regime amministrato
|
Regime dichiarativo
|
Regime gestito
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Redditi da capitale
(compresi dividendi)
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Ritenuta a titolo d’acconto del 20% da parte dell’intermediario.
Sono da indicare in dichiarazione dei redditi e soggetti ad aliquota marginale Irpef.
|
Ritenuta a titolo di acconto del 20% da parte dell’intermediario.
Sono da indicare in dichiarazione dei redditi e soggetti ad aliquota marginale Irpef.
|
Non concorrono a formare il risultato di fine periodo e sono soggetti ad una ritenuta a titolo di acconto del 20%
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Redditi diversi
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Ritenuta a titolo d’imposta del 20% da parte dell’intermediario.
Nessuna indicazione in dichiarazione dei redditi.
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Non sono soggetti a nessuna ritenuta a titolo di acconto.
Sono da indicare in dichiarazione dei redditi e soggetti ad aliquota marginale Irpef.
|
Partecipano alla formazione del risultato di fine periodo e sono soggetti ad imposta sostitutiva pari al 20%.
|
Per quanto concerne i redditi di capitale, occorre notare come in presenza di delta NAV negativo, la perdita risultante dall’operazione non possa essere dedotta in futuro.
Nel caso degli ETF, è infatti possibile portare in compensazione solamente i redditi diversi. Le eventuali minusvalenze derivanti dai redditi diversi infatti, possono essere compensate con le eventuali plusvalenze realizzate in futuro (nell’arco di quattro anni), ma non possono venire bilanciate con proventi realizzati dai redditi di capitale.
Infine, per quanto concerne l’impatto fiscale sulle diverse tipologie d’investimento, va notato come la strategia migliore consista nel detenere i titoli il più a lungo possibile (effettuando quindi un investimento volto al lungo termine). Ritardando il più a lungo possibile il momento della tassazione, è infatti possibile ottenere rendimenti aggiuntivi dai flussi di cassa che in caso di imposte sarebbero venuti a mancare.
Da notare comunque, come anche chi effettui operazioni di trading nell’arco di una sola giornata non risulti particolarmente svantaggiato. In questo caso infatti, essendo il NAV un valore fisso per l’intero arco della giornata, avremo sempre un delta NAV pari a zero. Gli unici proventi da considerare saranno quelli derivanti da redditi diversi, soggetti ad un’imposta del 20%, ma compensabili con eventuali minusvalenze.
Fonti: "Gli Exchange Traded Funds: caratteristiche e sviluppo nel mercato italiano" di Marco Bernasconi.
domenica 10 febbraio 2013
IREN: analisi di bilancio
Iren.
Sempre in seguito alla richiesta di un utente faccio l'analisi di bilancio di Iren.
Società partecipata con sede a Genova.Flottante 43,64%.Capitalizzazione 679 mln. Soggetta a tobin tax.
Dividend yeld 2,26%.
Fattori positivi:elevata capitalizzazione,elevato flottante,dividendo non eccessivo.
Siccome dal primo luglio 2010 l'azienda è nata dalla fusione Enia e Iride,uso le informazioni di bilancio prese dal Wall Street Journal per l'anno 2007.
Analisi 2007-2011
Conto economico
Ricavi +33,69%
Costo del venduto +36,69% di cui ammortamento +111,11%,Margine di profitto lordo nel 2007 7,85% nel 2011 5,81%.Ammortamento/profitto lordo nel 2007 51,83% nel 2011 110,58%.Interessi passivi +24,64%.Utile lordo -88,24%,utile netto -221,11%.utile neg nel 2011.Dal 2007 al 2010 utile netto +56,67%. Utile molto volatile. Margine di profitto netto nel 2007 3,7% nel 2008 4,71% nel 2009 0,05% nel 2010 5,42% nel 2011 negativo.
Fattori positivi:aumento dei ricavi.
Fattori negativi:aumento del costo del venduto superiore all'aumento dei ricavi,aumento importante dell'ammortamento,margine di profitto lordo veramente basso e incostante,ammortamento superiore al profitto lordo,utile lordo e utile netto in vertiginoso calo.Un utile neg nel 2011.Utile netto incostante.Miglior margine di profitto netto al di sotto del 10%.
Stato patrimoniale
Liquidità -76,95%,Crediti +85,46%,Rimanenze -14,82%;Crediti inesegibili +59,62%;attività correnti +49,89%,quoziente di liquidità nel 2007 1,07 nel 2011 0,786.Immobilizzazioni tecniche nette +45,24% lorde +115,10 quindi ammortamento elevato causa differenza tra netto e lordo,investimenti +16,14%,totale attività +77,26%,passività/attività nel 2007 0,6416 nel 2011 0,7186.Debito a breve +149,68%;debito a lungo +99,01%;totale debito +114,96%; debito a lungo nel 2007 68,53% nel 2011 57,63%. debito totale/utile netto nel 2007 16,34 (16 anni 126 giorni) nel 2010 22,425 (22 anni 155 giorni).Passività correnti + 104,08% totale passività +98,54%,utile non distribuito -122,87%,patrimonio netto +26,83%,rendimento del capitale netto nel 2007 7% nel 2010 7,64% nel 2011 negativo.Piani di buyback: nessuno.
Fattori positivi:aumento delle attività correnti,aumento delle immobilizzazioni tecniche,pass/att non elevato.
Fattori negativi:forte calo della liquidità,aumento dei crediti non lineare con l'aumento dei ricavi (vuol dire che l'azienda per essere competitiva offre termini di pagamento migliori per i suoi debitori,fatto negativo per l'azienda),quoz. di liquidità nel 2011 sotto 1 (contando un utile neg nel 2011 e l'utile non distribuito neg l'azienda rischia una crisi di liquidità),ammortamento elevato sulle immobilizzazioni tecniche,debito a breve in enorme aumento,debito a lungo in forte aumento,totale debito in enorme aumento,debito a lungo in calo % rispetto al debito a breve,troppi anni per estinguere il debito con l'utile netto (se positivo),enorme aumento delle passività sia correnti sia totale passività,utile non distribuito in forte calo e negativo,rendimento del capitale netto non eccelso e nel 2011 negativo,nessun piano di buyback.
cash flow operativo +77,52%,spese in conto capitale +152,89%,cash flow da investimento +316,94%,dividendi elargiti +145,02%,cash flow da finanziamenti 297,57%,free cash flow -223,38% negativo dal 2007 al 2011.
Fattori positivi:forte aumento cash flow operativo
Fattori negativi:enorme aumento delle spese in conto capitale,enorme aumento dei dividendi elargiti,enorme calo del free cash flow l'azienda stà rischiando moltissimo,infatti cash flow da finanziamenti in enorme aumento.Se la politica aziendale continua in questa direzione rischia una crisi di liquidità seria.Siccome è una partecipata non penso fallirebbe.
Calcolo della sostenibilità: dividendi/Free cash flow -0,2885 (dividendi non sostenibili)
cash flow operativo-cash flow da investimenti-dividendi=-382 mln estremamente negativo,quindi la società se non vuole fallire deve continuare ad aumentare il suo debito,se non interviene sul bilancio e sulla propria politica aziendale sarà costretta ad adc per non fallire.
P/E -6,23 P/cash flow 3,5 P/free cash flow -1,615 utile x azione -0,09 P/ricavi 0,21 P/attività 0,1 P/attività correnti 0,34 P/patrimonio netto 0,416 P/attività correnti-passività correnti -1,25
Fattori negativi:P/E negativo e P/free cash flow negativo,P/attività correnti-passività correnti.
Nota bene:ad un'analisi superficiale sui rapporti con il prezzo di potrebbe pensare che l'azienda sia sottovalutata,visto il P/cash flow il P/patrimonio netto il P/ricavi e il P/attività. Ma il peggioramento dello stato patrimoniale, l'utile negativo,l'aumento dell'indebitamento e soprattutto il free cash flow negativo sono elementi molto più importanti sulla sostenibilità e la sopravvivenza dell'azienda.
Trimestrale settembre 2012 in rapporto ai 9 mesi 2011.
Ricavi +33,3%,costo del venduto +39,85%,margine di profitto lordo 6,99%,ammortamento +8,17%,ammortamento/profitto lordo 100,76;interessi passivi +39,81%;interessi passivi/profitto lordo 44,91%;utile lordo -22,01%;utile netto -25,26%;margine di profitto netto 2,55%.
Previsione negativa P/E -5,48 (calcolata in raffronto al 2011) Previsione positiva 6,29 (calcolato in raffronto al 2010).
Fattori positvi: aumento ricavi
Fattori negativi: aumento ammortamento,ammortamento/profitto lordo enorme,aumento interessi passivi,interessi passivi/profitto lordo molto elevato,utile netto in calo,margine di profitto netto veramente scarso.
Attenzione che le previsioni sono 2 per il P/E a causa dell'elevata incostanza dell'utile e della politica aziendale.
Attività correnti -6,94%;attività totale -0,18%;passività correnti -8,42%;totale passività -1,07%;quoz. di liquidità 0,8;Pass/att 0,731;debito a lungo +6,53%;debito a breve -18,41%;totale debito -2,46%.
Fattori positivi:calo passività correnti,calo totale passività,calo debito a breve,calo debito
Fattori negativi:calo attività correnti,quoz. di liquidità sotto 1; debito a lungo in aumento.
Cash flow operativo -12,91% ; cash flow da investimento -35,53% ; free cash flow +127%.
Fattori positivi: calo del cash flow da investimento e aumento importante del free cash flow
Fattori negativi:calo cash flow operativo.
Beta 1,17= il titolo è sovracorrelato al ftse mib; volatilità 26
Fattori negativi: beta, e volatilità alta.
Sempre in seguito alla richiesta di un utente faccio l'analisi di bilancio di Iren.
Società partecipata con sede a Genova.Flottante 43,64%.Capitalizzazione 679 mln. Soggetta a tobin tax.
Dividend yeld 2,26%.
Fattori positivi:elevata capitalizzazione,elevato flottante,dividendo non eccessivo.
Siccome dal primo luglio 2010 l'azienda è nata dalla fusione Enia e Iride,uso le informazioni di bilancio prese dal Wall Street Journal per l'anno 2007.
Analisi 2007-2011
Conto economico
Ricavi +33,69%
Costo del venduto +36,69% di cui ammortamento +111,11%,Margine di profitto lordo nel 2007 7,85% nel 2011 5,81%.Ammortamento/profitto lordo nel 2007 51,83% nel 2011 110,58%.Interessi passivi +24,64%.Utile lordo -88,24%,utile netto -221,11%.utile neg nel 2011.Dal 2007 al 2010 utile netto +56,67%. Utile molto volatile. Margine di profitto netto nel 2007 3,7% nel 2008 4,71% nel 2009 0,05% nel 2010 5,42% nel 2011 negativo.
Fattori positivi:aumento dei ricavi.
Fattori negativi:aumento del costo del venduto superiore all'aumento dei ricavi,aumento importante dell'ammortamento,margine di profitto lordo veramente basso e incostante,ammortamento superiore al profitto lordo,utile lordo e utile netto in vertiginoso calo.Un utile neg nel 2011.Utile netto incostante.Miglior margine di profitto netto al di sotto del 10%.
Stato patrimoniale
Liquidità -76,95%,Crediti +85,46%,Rimanenze -14,82%;Crediti inesegibili +59,62%;attività correnti +49,89%,quoziente di liquidità nel 2007 1,07 nel 2011 0,786.Immobilizzazioni tecniche nette +45,24% lorde +115,10 quindi ammortamento elevato causa differenza tra netto e lordo,investimenti +16,14%,totale attività +77,26%,passività/attività nel 2007 0,6416 nel 2011 0,7186.Debito a breve +149,68%;debito a lungo +99,01%;totale debito +114,96%; debito a lungo nel 2007 68,53% nel 2011 57,63%. debito totale/utile netto nel 2007 16,34 (16 anni 126 giorni) nel 2010 22,425 (22 anni 155 giorni).Passività correnti + 104,08% totale passività +98,54%,utile non distribuito -122,87%,patrimonio netto +26,83%,rendimento del capitale netto nel 2007 7% nel 2010 7,64% nel 2011 negativo.Piani di buyback: nessuno.
Fattori positivi:aumento delle attività correnti,aumento delle immobilizzazioni tecniche,pass/att non elevato.
Fattori negativi:forte calo della liquidità,aumento dei crediti non lineare con l'aumento dei ricavi (vuol dire che l'azienda per essere competitiva offre termini di pagamento migliori per i suoi debitori,fatto negativo per l'azienda),quoz. di liquidità nel 2011 sotto 1 (contando un utile neg nel 2011 e l'utile non distribuito neg l'azienda rischia una crisi di liquidità),ammortamento elevato sulle immobilizzazioni tecniche,debito a breve in enorme aumento,debito a lungo in forte aumento,totale debito in enorme aumento,debito a lungo in calo % rispetto al debito a breve,troppi anni per estinguere il debito con l'utile netto (se positivo),enorme aumento delle passività sia correnti sia totale passività,utile non distribuito in forte calo e negativo,rendimento del capitale netto non eccelso e nel 2011 negativo,nessun piano di buyback.
cash flow operativo +77,52%,spese in conto capitale +152,89%,cash flow da investimento +316,94%,dividendi elargiti +145,02%,cash flow da finanziamenti 297,57%,free cash flow -223,38% negativo dal 2007 al 2011.
Fattori positivi:forte aumento cash flow operativo
Fattori negativi:enorme aumento delle spese in conto capitale,enorme aumento dei dividendi elargiti,enorme calo del free cash flow l'azienda stà rischiando moltissimo,infatti cash flow da finanziamenti in enorme aumento.Se la politica aziendale continua in questa direzione rischia una crisi di liquidità seria.Siccome è una partecipata non penso fallirebbe.
Calcolo della sostenibilità: dividendi/Free cash flow -0,2885 (dividendi non sostenibili)
cash flow operativo-cash flow da investimenti-dividendi=-382 mln estremamente negativo,quindi la società se non vuole fallire deve continuare ad aumentare il suo debito,se non interviene sul bilancio e sulla propria politica aziendale sarà costretta ad adc per non fallire.
P/E -6,23 P/cash flow 3,5 P/free cash flow -1,615 utile x azione -0,09 P/ricavi 0,21 P/attività 0,1 P/attività correnti 0,34 P/patrimonio netto 0,416 P/attività correnti-passività correnti -1,25
Fattori negativi:P/E negativo e P/free cash flow negativo,P/attività correnti-passività correnti.
Nota bene:ad un'analisi superficiale sui rapporti con il prezzo di potrebbe pensare che l'azienda sia sottovalutata,visto il P/cash flow il P/patrimonio netto il P/ricavi e il P/attività. Ma il peggioramento dello stato patrimoniale, l'utile negativo,l'aumento dell'indebitamento e soprattutto il free cash flow negativo sono elementi molto più importanti sulla sostenibilità e la sopravvivenza dell'azienda.
Trimestrale settembre 2012 in rapporto ai 9 mesi 2011.
Ricavi +33,3%,costo del venduto +39,85%,margine di profitto lordo 6,99%,ammortamento +8,17%,ammortamento/profitto lordo 100,76;interessi passivi +39,81%;interessi passivi/profitto lordo 44,91%;utile lordo -22,01%;utile netto -25,26%;margine di profitto netto 2,55%.
Previsione negativa P/E -5,48 (calcolata in raffronto al 2011) Previsione positiva 6,29 (calcolato in raffronto al 2010).
Fattori positvi: aumento ricavi
Fattori negativi: aumento ammortamento,ammortamento/profitto lordo enorme,aumento interessi passivi,interessi passivi/profitto lordo molto elevato,utile netto in calo,margine di profitto netto veramente scarso.
Attenzione che le previsioni sono 2 per il P/E a causa dell'elevata incostanza dell'utile e della politica aziendale.
Attività correnti -6,94%;attività totale -0,18%;passività correnti -8,42%;totale passività -1,07%;quoz. di liquidità 0,8;Pass/att 0,731;debito a lungo +6,53%;debito a breve -18,41%;totale debito -2,46%.
Fattori positivi:calo passività correnti,calo totale passività,calo debito a breve,calo debito
Fattori negativi:calo attività correnti,quoz. di liquidità sotto 1; debito a lungo in aumento.
Cash flow operativo -12,91% ; cash flow da investimento -35,53% ; free cash flow +127%.
Fattori positivi: calo del cash flow da investimento e aumento importante del free cash flow
Fattori negativi:calo cash flow operativo.
Beta 1,17= il titolo è sovracorrelato al ftse mib; volatilità 26
Fattori negativi: beta, e volatilità alta.
giovedì 7 febbraio 2013
Analisi di Diasorin
In seguito ad una richiesta da parte di un utente su questa meravigliosa società ho deciso di pubblicare un'analisi di bilancio di Diasorin.
Diasorin. Settore Immunodiagnostica in vitro Capitalizzazione 1,56 mld.titolo che da marzo sarà soggetto a tobin tax.flottante 38,06%.dividend yeld 2,98% ovvero dividendo 0,83 euro nel 2012.
Fattori positivi: elevata capitalizzazione elevato flottante,dividendo non eccessivo che non pesa sul bilancio.
Variazioni di bilancio dal 2007 al 2011.
Conto economico
Ricavi +117,47%;Costo del venduto +76,77% di cui ammortamento +91,68%;Margine di profitto lordo nel 2007 63,44% nel 2011 70,26%;ammortamento/profitto lordo nel 2007 10,86% nel 2011 8,64%;spese di gestione e amm. +80,46% di cui spese di ricerca +78,17%;spese di gestione e amm./profitto lordo 60,77% nel 2007 nel 2011 45,51%;utile di gestione +256,64%;interessi passivi +39,4%;interessi passivi/utile di gestione nel 2007 4,39% nel 2011 1,72%;utile lordo +269,67%;utile netto +296,38%.utile sempre positivo.Margine di profitto netto(U/R) nel 2007 12,47% nel 2011 22,64%.
Fattori positivi:Margine di profitto lordo in aumento e molto elevato;ammortamento molto contenuto risp al profitto lordo;spese di gestione contenute risp al profitto lordo;ricerca in aumento ma nn esagerato;interessi passivi estremamente contenuti risp utile di gestione;utile netto in forte aumento;Margine di profitto netto tra i migliori in Italia(forse il migliore) in aumento.
Stato patrimoniale.
Cash e investimenti a breve +666,64%;Crediti +128,27%;rimanenze +129%;attività correnti +169,36%;quoziente di liquidità nel 2007 1,98 nel 2011 3,34;Immobilizzzioni tecniche(impianti ,macchinari...) nette +84,77% lorde +59,5%;investimenti -78,05%;immobilizzazioni immateriali +86,47%;totale attività +127,82%;passività/attività nel 2007 0,4227 nel 2011 0,2594;debito a breve +90,21%;debito a lungo -16,88%;debito totale +9,76%;debito totale/utile netto nel 2007 0,8128 (debito estinto in 297 giorni) nel 2011 0,2259 (debito estinto in 83 giorni);passività correnti +59,86%;totale passività +39,71%; debito a lungo nel 2007 75,13% nel 2011 56,9%;nessuna azione di risparmio o privilegiata;utile non distribuito +313,69%;patrimonio netto +191,98%;rendimento del capitale netto nel 2007 20,97% nel 2011 28,36%;nel 2011 primo piano di buyback pari a 45 mln.
Fattori positivi:cash in forte aumento;crediti e rimanenze in aumento lineare come i ricavi;attività correnti in forte aumento;quoz. di liquidità in forte aumento;immobilizzazioni tecniche in forte aumento quelle nette incrementano di più delle lorde quindi l'ammortamento in rapporto è minore;totale attività in forte aumento;pass/att in netto calo e ottimo rapporto;utile nn distribuito in forte aumento;elevato rendimento del capitale netto e in aumento;piano di buyback;estinzione immediata del debito con l'utile netto.
Fattori negativi:calo degli investimenti;aumento del debito a breve rispetto a quello a lungo che rimane cmq maggioritario.
cash flow operativo +257,78%;spese in conto capitale +74,76;cash flow da investimento +76,89%;dividendi elargiti +298,44%;Free Cash flow (sempre positivo) +226,76%.
Fattori positivi:cash flow operativo in forte aumento;Free cash flow in forte aumento e sempre positivo l'azienda si finanzia da sè.
Fattori negativi:forte aumento dei dividendi elargiti;aumento del cash flow da finanziamento.
P/E netto 15,76 P/Cash flow 14,37 (i valori sono stati calcolati manualmente)
utile per azione 1,82 P/Ricavi 3,55 P/attività 3,29 P/attività correnti 5,8
P/attività correnti-passività correnti 8,29 P/attività-passività(patrimonio netto) 4,44
Prezzo in linea con l'utile netto e il cash flow. Prezzo molto sottovalutato rispetto allo stato patrimoniale.
Terza trim. 2012 dati rispetto ai primi 9 mesi del 2011.
Ricavi -2,19%;Costo del venduto +6,41%;Margine di profitto lordo 69,48%;spese di vendita +4,69%;spese di ricerca +10,16%;spese di gestione e amm. +5,98%;utile netto -13,36%;Margine di profitto netto 20,59%.Utile x azione 1,23.Previsione P/E 18,08 =utile netto 2012 calcolato come (utile netto 2011 - utile primi 9 mesi 2011)-13,36% + utile netto primi nove mesi 2012.
Fattori positivi:margine di profitto lordo sempre ottimo;aumento nn eccessivo ma misurato delle spese di ricerca;margine di profitto netto sempre ottimo.
Fattori negativi:calo dell'utile netto;aumenti contenuti del costo del venduto delle spese di vendita e di gestione e amm.P/E più elevato società leggermente sopravvalutata secondo l'utile.
Attività correnti +11,09%;totale attività +7,44%;Passività correnti -3,19%;totale passività -6,71%;quoz. liquidità 3,83;pass/att 0,2253; debito a breve -4,06%;debito a lungo -32,57%;totale debito -21,15%;Debito a lungo 51,27%.
P/patrimonio netto 3,95 P/attività correnti-passività correnti 7,07
Fattori positivi:aumento attività correnti;aumento attività;calo passività correnti;calo passività;quoz. liquidità ottimo;pass/ass ottimo;calo debito tot;forte calo debito a lungo;calo debito a breve.secondo lo stato patrimoniale l'azienda è sottovalutata.
Fattori negativi:calo del debito a lungo rispetto a quello a breve.
Cash flow operativo +7,46% cash flow da investimento +53,42% cash flow da finanziamento -47,03%
Continua il piano di buyback
Fattori positivi:aumento del cash flow operativo;calo delcash flow da finanziamento;piano di buyback.
Beta 0,1275=scarsa correlazione con il ftse mib. volatilità/devianza standard 22
Fattori positivi:Beta con scarsa correlazione con il mercato italiano(considerato secondo le teorie neoclassiche un mercato inefficiente),settore salute difensivo anticiclico.
Fattori negativi:volatilità alta (è cmq un'azione).
Variazione 1 mese -8,41% 6 mesi +13,82% 1 anno +17,21%
Fattori positivi:variazione a 1 mese.
Fattori negativi:variazione a 6 mesi e a 1 anno.
Analisi tecnica:Supporti 27,5439 25,794 24,607 20,647
Obv in calo;Momentum in leggero aumento;Rsi stabile vicino alla linea di ipervenduto;Macd in leggero calo alla fine della corsa ribassista.
Diasorin. Settore Immunodiagnostica in vitro Capitalizzazione 1,56 mld.titolo che da marzo sarà soggetto a tobin tax.flottante 38,06%.dividend yeld 2,98% ovvero dividendo 0,83 euro nel 2012.
Fattori positivi: elevata capitalizzazione elevato flottante,dividendo non eccessivo che non pesa sul bilancio.
Variazioni di bilancio dal 2007 al 2011.
Conto economico
Ricavi +117,47%;Costo del venduto +76,77% di cui ammortamento +91,68%;Margine di profitto lordo nel 2007 63,44% nel 2011 70,26%;ammortamento/profitto lordo nel 2007 10,86% nel 2011 8,64%;spese di gestione e amm. +80,46% di cui spese di ricerca +78,17%;spese di gestione e amm./profitto lordo 60,77% nel 2007 nel 2011 45,51%;utile di gestione +256,64%;interessi passivi +39,4%;interessi passivi/utile di gestione nel 2007 4,39% nel 2011 1,72%;utile lordo +269,67%;utile netto +296,38%.utile sempre positivo.Margine di profitto netto(U/R) nel 2007 12,47% nel 2011 22,64%.
Fattori positivi:Margine di profitto lordo in aumento e molto elevato;ammortamento molto contenuto risp al profitto lordo;spese di gestione contenute risp al profitto lordo;ricerca in aumento ma nn esagerato;interessi passivi estremamente contenuti risp utile di gestione;utile netto in forte aumento;Margine di profitto netto tra i migliori in Italia(forse il migliore) in aumento.
Stato patrimoniale.
Cash e investimenti a breve +666,64%;Crediti +128,27%;rimanenze +129%;attività correnti +169,36%;quoziente di liquidità nel 2007 1,98 nel 2011 3,34;Immobilizzzioni tecniche(impianti ,macchinari...) nette +84,77% lorde +59,5%;investimenti -78,05%;immobilizzazioni immateriali +86,47%;totale attività +127,82%;passività/attività nel 2007 0,4227 nel 2011 0,2594;debito a breve +90,21%;debito a lungo -16,88%;debito totale +9,76%;debito totale/utile netto nel 2007 0,8128 (debito estinto in 297 giorni) nel 2011 0,2259 (debito estinto in 83 giorni);passività correnti +59,86%;totale passività +39,71%; debito a lungo nel 2007 75,13% nel 2011 56,9%;nessuna azione di risparmio o privilegiata;utile non distribuito +313,69%;patrimonio netto +191,98%;rendimento del capitale netto nel 2007 20,97% nel 2011 28,36%;nel 2011 primo piano di buyback pari a 45 mln.
Fattori positivi:cash in forte aumento;crediti e rimanenze in aumento lineare come i ricavi;attività correnti in forte aumento;quoz. di liquidità in forte aumento;immobilizzazioni tecniche in forte aumento quelle nette incrementano di più delle lorde quindi l'ammortamento in rapporto è minore;totale attività in forte aumento;pass/att in netto calo e ottimo rapporto;utile nn distribuito in forte aumento;elevato rendimento del capitale netto e in aumento;piano di buyback;estinzione immediata del debito con l'utile netto.
Fattori negativi:calo degli investimenti;aumento del debito a breve rispetto a quello a lungo che rimane cmq maggioritario.
cash flow operativo +257,78%;spese in conto capitale +74,76;cash flow da investimento +76,89%;dividendi elargiti +298,44%;Free Cash flow (sempre positivo) +226,76%.
Fattori positivi:cash flow operativo in forte aumento;Free cash flow in forte aumento e sempre positivo l'azienda si finanzia da sè.
Fattori negativi:forte aumento dei dividendi elargiti;aumento del cash flow da finanziamento.
P/E netto 15,76 P/Cash flow 14,37 (i valori sono stati calcolati manualmente)
utile per azione 1,82 P/Ricavi 3,55 P/attività 3,29 P/attività correnti 5,8
P/attività correnti-passività correnti 8,29 P/attività-passività(patrimonio netto) 4,44
Prezzo in linea con l'utile netto e il cash flow. Prezzo molto sottovalutato rispetto allo stato patrimoniale.
Terza trim. 2012 dati rispetto ai primi 9 mesi del 2011.
Ricavi -2,19%;Costo del venduto +6,41%;Margine di profitto lordo 69,48%;spese di vendita +4,69%;spese di ricerca +10,16%;spese di gestione e amm. +5,98%;utile netto -13,36%;Margine di profitto netto 20,59%.Utile x azione 1,23.Previsione P/E 18,08 =utile netto 2012 calcolato come (utile netto 2011 - utile primi 9 mesi 2011)-13,36% + utile netto primi nove mesi 2012.
Fattori positivi:margine di profitto lordo sempre ottimo;aumento nn eccessivo ma misurato delle spese di ricerca;margine di profitto netto sempre ottimo.
Fattori negativi:calo dell'utile netto;aumenti contenuti del costo del venduto delle spese di vendita e di gestione e amm.P/E più elevato società leggermente sopravvalutata secondo l'utile.
Attività correnti +11,09%;totale attività +7,44%;Passività correnti -3,19%;totale passività -6,71%;quoz. liquidità 3,83;pass/att 0,2253; debito a breve -4,06%;debito a lungo -32,57%;totale debito -21,15%;Debito a lungo 51,27%.
P/patrimonio netto 3,95 P/attività correnti-passività correnti 7,07
Fattori positivi:aumento attività correnti;aumento attività;calo passività correnti;calo passività;quoz. liquidità ottimo;pass/ass ottimo;calo debito tot;forte calo debito a lungo;calo debito a breve.secondo lo stato patrimoniale l'azienda è sottovalutata.
Fattori negativi:calo del debito a lungo rispetto a quello a breve.
Cash flow operativo +7,46% cash flow da investimento +53,42% cash flow da finanziamento -47,03%
Continua il piano di buyback
Fattori positivi:aumento del cash flow operativo;calo delcash flow da finanziamento;piano di buyback.
Beta 0,1275=scarsa correlazione con il ftse mib. volatilità/devianza standard 22
Fattori positivi:Beta con scarsa correlazione con il mercato italiano(considerato secondo le teorie neoclassiche un mercato inefficiente),settore salute difensivo anticiclico.
Fattori negativi:volatilità alta (è cmq un'azione).
Variazione 1 mese -8,41% 6 mesi +13,82% 1 anno +17,21%
Fattori positivi:variazione a 1 mese.
Fattori negativi:variazione a 6 mesi e a 1 anno.
Analisi tecnica:Supporti 27,5439 25,794 24,607 20,647
Obv in calo;Momentum in leggero aumento;Rsi stabile vicino alla linea di ipervenduto;Macd in leggero calo alla fine della corsa ribassista.
mercoledì 6 febbraio 2013
Integrazione Atlantia-Gemina
Premetto che sono stato azionista di Atlantia e le voci confermate dal management di acquisto di Gemina mi hanno portato a vendere le azioni.Anche se rimango ottimista sulla società.
Lo studio preliminare è tutt'ora in corso.Vi saranno importanti sviluppi a Marzo.
Siccome la società mi interessa come investitore,anch'io stò facendo uno studio su questa integrazione.
Probabilmente Atlantia farà un Opas,un'offerta pubblica di acquisto e scambio. Gemina dovrebbe essere valutata intorno ai 700 mln di cui 350 mln verranno pagati in cash (nel conteggio del bilancio io calcolo 500 mln di cash per l'acquisto di Gemina,preferisco essere più prudente). Attualmente Gemina capitalizza 1,88 mld. Ma Atlantia è decisa a ottenere uno sconto visto anche che sull'Aeroporto di Fiumicino pesa il rischio Alitalia. Molti Fondi (investitori istituzionali) dentro la composizione azionaria di Atlantia stanno valutando attentamente l'operazione. Costituiscono circa il 20% dell'azionariato nonostante siano azionisti di minoranza. Quindi la società è molto attenta alle loro esigenze. Gli Advisor dell'operazione saranno probabilmente Morgan Stanley e Intermonte per Atlantia.La società inoltre già da tempo pensava di espandersi anche nel settore aeroportuale. Lo dimostra la presenza di Pavimental, partecipata leader nella pavimentazione aeroportuale in Italia.
Fonte http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-01-20/atlantiagemina-tratta-opas-135715.shtml?uuid=AbO7CEMH
Ora faccio le mie considerazioni.
Integro l'operazione di 500 mln più il bilancio 2011 di Gemina nel bilancio 2011 di Atlantia siccome non è ancora stato pubblicato il bilancio 2012 di entrambe le società. Prima inserisco i dati di Atlantia poi di Gemina.
Dati in milioni
Conto economico
Ricavi 4358 + 641=4999 +14,71% positivo
Costo del venduto 2757 + 441=3198 di cui +16% negativo
Ammortamento 535 +108=643 +20,19% ammortamento/ricavi= 12,28% 12,86% +4,72% negativo
Profitto Lordo 1601 + 200=1801 +12,49% profitto lordo/ricavi=36,74% 36,03% -1,93% negativo
Spese di gestione e amministrazione 791 + 19,5=810,5 +2,47% spese di gestione/profitto lordo= 49,41% 45% -8,92% positivo
Interessi Passivi 499 + 71 + 24 (interessi calcolati al 4,82% su 500 mln)=594 +19,04% negativo
Utile lordo 1106 + 12 -24=1094 -1,09% negativo
Utile netto 704 - 15 -24=665 - 5,54% margine di profitto netto (U/R)= 16,15% 13,3% -17,65% negativo
Stato Patrimoniale
Cash e investimenti a breve 842 + 241=1083 +28,62% positivo
Crediti 993 + 201 di cui =1194 +20,24% positivo
Crediti inesegibili 114 + 53=167 +46,49% negativo
Rimanenze 95 + 12=107 +12,63% positivo
Altre attività correnti 358 + 0=358 +0%
Totale attività correnti 2288 + 453=2741 +19,8% quoziente di liquidità= 0,655 0,667 +1,83% positivo
Immobilizzazioni tecniche lorde 595 + 96=691 +16,13% positivo
Immobilizzazioni tecniche nette 229 + 13=242 +5,68% positivo
Investimenti 748 + 2=750 +0,27%
Crediti lungo termine 748 + 24=772 +3,21% positivo
Immobilizzazioni immateriali 17238 + 3317=20555 +19,24% positivo
Totale attività 23169 + 3926=27095 +16,95% passività/attività= 0,829 0,813 -1,93% positivo
Debito a breve termine 667 + 92=759 +13,79% negativo
Debiti verso fornitori 1392 + 137=1529 +9,84% positivo
Altre passività correnti 1271 + 377=1648 +29,66% negativo
Totale passività correnti 3492 + 619=4111 +17,73% negativo
Debito a lungo termine 10347 + 1268 + 500 (per comprare Gemina)=12115 +17,09% debito lt/utile netto= 14,7 18,22 +23,95% negativo
Debito totale 11514 + 1360= 12874 +11,81% negativo debito lt 93,94% debito bt 6,06% debito lt 94,1% debito bt 5,9% positivo
Totale passività 19209 + 2327 + 500=22036 +14,72% negativo
Utili non distribuiti 3024 - 149=2875 -4,93% negativo
Patrimonio netto 3961 + 1599=5560 +40,37% utile netto/patrimonio netto= 17,77% 11,96% -32,7% negativo
Rendiconto dei flussi di cassa
Cash flow operativo 1918 + 152 - 24=2046 +6,67% positivo
Cash flow da investimento -1861 -72 -500=-2433 +30,74% negativo
Cash flow da finanziamento -2001 -102 -500=-2603 +30,09% negativo
Free cash flow 1394 + 87,5 -500-24=957,5 -30,02% negativo
Spese in conto capitale -94 -65 -500=-659 +601,06% negativo
Commento:
Sono contrario all'Integrazione Atlantia-Gemina perchè influisce negativamente sull'utile netto,sul margine di profitto netto,sull'aumento dei crediti inesegibili,sull'aumento del debito a breve termine,sull'aumento dell'debito a lungo termine,sul calo degli utili non distribuiti,sul calo del Free cash flow;sull'aumento delle spese in conto capitale;sul calo del rendimento del patrimonio netto.
Lo studio preliminare è tutt'ora in corso.Vi saranno importanti sviluppi a Marzo.
Siccome la società mi interessa come investitore,anch'io stò facendo uno studio su questa integrazione.
Probabilmente Atlantia farà un Opas,un'offerta pubblica di acquisto e scambio. Gemina dovrebbe essere valutata intorno ai 700 mln di cui 350 mln verranno pagati in cash (nel conteggio del bilancio io calcolo 500 mln di cash per l'acquisto di Gemina,preferisco essere più prudente). Attualmente Gemina capitalizza 1,88 mld. Ma Atlantia è decisa a ottenere uno sconto visto anche che sull'Aeroporto di Fiumicino pesa il rischio Alitalia. Molti Fondi (investitori istituzionali) dentro la composizione azionaria di Atlantia stanno valutando attentamente l'operazione. Costituiscono circa il 20% dell'azionariato nonostante siano azionisti di minoranza. Quindi la società è molto attenta alle loro esigenze. Gli Advisor dell'operazione saranno probabilmente Morgan Stanley e Intermonte per Atlantia.La società inoltre già da tempo pensava di espandersi anche nel settore aeroportuale. Lo dimostra la presenza di Pavimental, partecipata leader nella pavimentazione aeroportuale in Italia.
Fonte http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-01-20/atlantiagemina-tratta-opas-135715.shtml?uuid=AbO7CEMH
Ora faccio le mie considerazioni.
Integro l'operazione di 500 mln più il bilancio 2011 di Gemina nel bilancio 2011 di Atlantia siccome non è ancora stato pubblicato il bilancio 2012 di entrambe le società. Prima inserisco i dati di Atlantia poi di Gemina.
Dati in milioni
Conto economico
Ricavi 4358 + 641=4999 +14,71% positivo
Costo del venduto 2757 + 441=3198 di cui +16% negativo
Ammortamento 535 +108=643 +20,19% ammortamento/ricavi= 12,28% 12,86% +4,72% negativo
Profitto Lordo 1601 + 200=1801 +12,49% profitto lordo/ricavi=36,74% 36,03% -1,93% negativo
Spese di gestione e amministrazione 791 + 19,5=810,5 +2,47% spese di gestione/profitto lordo= 49,41% 45% -8,92% positivo
Interessi Passivi 499 + 71 + 24 (interessi calcolati al 4,82% su 500 mln)=594 +19,04% negativo
Utile lordo 1106 + 12 -24=1094 -1,09% negativo
Utile netto 704 - 15 -24=665 - 5,54% margine di profitto netto (U/R)= 16,15% 13,3% -17,65% negativo
Stato Patrimoniale
Cash e investimenti a breve 842 + 241=1083 +28,62% positivo
Crediti 993 + 201 di cui =1194 +20,24% positivo
Crediti inesegibili 114 + 53=167 +46,49% negativo
Rimanenze 95 + 12=107 +12,63% positivo
Altre attività correnti 358 + 0=358 +0%
Totale attività correnti 2288 + 453=2741 +19,8% quoziente di liquidità= 0,655 0,667 +1,83% positivo
Immobilizzazioni tecniche lorde 595 + 96=691 +16,13% positivo
Immobilizzazioni tecniche nette 229 + 13=242 +5,68% positivo
Investimenti 748 + 2=750 +0,27%
Crediti lungo termine 748 + 24=772 +3,21% positivo
Immobilizzazioni immateriali 17238 + 3317=20555 +19,24% positivo
Totale attività 23169 + 3926=27095 +16,95% passività/attività= 0,829 0,813 -1,93% positivo
Debito a breve termine 667 + 92=759 +13,79% negativo
Debiti verso fornitori 1392 + 137=1529 +9,84% positivo
Altre passività correnti 1271 + 377=1648 +29,66% negativo
Totale passività correnti 3492 + 619=4111 +17,73% negativo
Debito a lungo termine 10347 + 1268 + 500 (per comprare Gemina)=12115 +17,09% debito lt/utile netto= 14,7 18,22 +23,95% negativo
Debito totale 11514 + 1360= 12874 +11,81% negativo debito lt 93,94% debito bt 6,06% debito lt 94,1% debito bt 5,9% positivo
Totale passività 19209 + 2327 + 500=22036 +14,72% negativo
Utili non distribuiti 3024 - 149=2875 -4,93% negativo
Patrimonio netto 3961 + 1599=5560 +40,37% utile netto/patrimonio netto= 17,77% 11,96% -32,7% negativo
Rendiconto dei flussi di cassa
Cash flow operativo 1918 + 152 - 24=2046 +6,67% positivo
Cash flow da investimento -1861 -72 -500=-2433 +30,74% negativo
Cash flow da finanziamento -2001 -102 -500=-2603 +30,09% negativo
Free cash flow 1394 + 87,5 -500-24=957,5 -30,02% negativo
Spese in conto capitale -94 -65 -500=-659 +601,06% negativo
Commento:
Sono contrario all'Integrazione Atlantia-Gemina perchè influisce negativamente sull'utile netto,sul margine di profitto netto,sull'aumento dei crediti inesegibili,sull'aumento del debito a breve termine,sull'aumento dell'debito a lungo termine,sul calo degli utili non distribuiti,sul calo del Free cash flow;sull'aumento delle spese in conto capitale;sul calo del rendimento del patrimonio netto.
lunedì 4 febbraio 2013
Asta di volatilità per rischio sistematico
Oggi 4 Febbraio 2013 dalle 11:49 alle 14:16 Seat Pagine Gialle si è trovata in Asta di volatilità per rischio sistematico.
Ma cos'è successo?
Le aste di volatilità si dividono in due tipi:
-Per rischio specifico (idiosincratico):sono dovute all'uscita di una notizia o dall'errata digitazione degli operatori di Borsa
-Per rischio sistematico:il titolo viene sospeso ,non per ragioni oggettive,ma perchè il regolamentatore decide in maniera discrezionale di farlo.
Prima le aste di volatilità venivano inserite automaticamente quando vi era un gap (detto scostamento) per uno dei due parametri (esempio del 2,5% o del 5%) sul prezzo statico in rapporto a quello dinamico.
Oggi i limiti del prezzo statico e del prezzo dinamico non ci sono più(o meglio sono ancora presenti nel Regolamento della Borsa,ma ora vi è il fattore della discrezionalità).
Comunque per onor di cronaca le definizioni:
Quando ci sono oscillazioni forti senza un apparente notizia giornaliera (Saipem è stata sospesa a causa di una notizia) avviene la sospensione discrezionale da parte dell'autorità.Ho deciso di usare Seat come esempio perchè in questi giorni è stata sospesa più volte.Il 28 gennaio è uscita dopo la chiusura della Borsa di Milano la notizia della sospensione del pagamento della cedola di un obbligazione Seat.Il giorno successivo vi sono state aste di volatilità per rischio specifico.Oggi le aste su Seat sono state per rischio sistematico.
Premetto che investire su azioni durante giornate estremamente volatili vuol dire correre grossi rischi.Speculare su titoli sospesi più volte in giornata vuol dire assumersi un' elevata probabilità di contrarre pesanti loss.Comprare al meglio o con ordini prefissati in asta di volatilità ,nonostante la presenza di due strumenti fondamentali come l'Imbalance e il Prezzo Teorico, vuol dire spesso mettere una fiche al Casinò sullo Zero.
Ora veniamo alle operazioni che si possono fare:
-Comprare o shortare prima di una prevedibile sospensione
-Comprare o shortare in asta di volatilità
Casistiche:
Se un titolo viene sospeso e successivamente esce una notizia è irrazionale partecipare all'asta perchè sicuramente ''vince'' chi ha le informazioni migliori.
Se un titolo rischia la sospensione si può inserire un ordine in prossimità e in anticipo sui livelli di sospensione per quel titolo (es.+-5% ma considerando che c'è la discrezionalità!).
Però a priori non si può sapere se il titolo verrà sospeso,se per una notizia o un errore da parte di qualche operatore con l'HFT.
Quindi stabilito che durante le aste di volatilità le strategie adottate con l'uso dell'Imbalance non contano,che non si può prevedere una notizia o un errore tecnico o uno scostamento improvviso di prezzo sconsiglio di investire durante queste fasi di mercato.Fermo restando che comunque dobbiamo conoscerle perchè investiamo in Borsa.
Ma cos'è successo?
Le aste di volatilità si dividono in due tipi:
-Per rischio specifico (idiosincratico):sono dovute all'uscita di una notizia o dall'errata digitazione degli operatori di Borsa
-Per rischio sistematico:il titolo viene sospeso ,non per ragioni oggettive,ma perchè il regolamentatore decide in maniera discrezionale di farlo.
Prima le aste di volatilità venivano inserite automaticamente quando vi era un gap (detto scostamento) per uno dei due parametri (esempio del 2,5% o del 5%) sul prezzo statico in rapporto a quello dinamico.
Oggi i limiti del prezzo statico e del prezzo dinamico non ci sono più(o meglio sono ancora presenti nel Regolamento della Borsa,ma ora vi è il fattore della discrezionalità).
Comunque per onor di cronaca le definizioni:
Quando ci sono oscillazioni forti senza un apparente notizia giornaliera (Saipem è stata sospesa a causa di una notizia) avviene la sospensione discrezionale da parte dell'autorità.Ho deciso di usare Seat come esempio perchè in questi giorni è stata sospesa più volte.Il 28 gennaio è uscita dopo la chiusura della Borsa di Milano la notizia della sospensione del pagamento della cedola di un obbligazione Seat.Il giorno successivo vi sono state aste di volatilità per rischio specifico.Oggi le aste su Seat sono state per rischio sistematico.
Premetto che investire su azioni durante giornate estremamente volatili vuol dire correre grossi rischi.Speculare su titoli sospesi più volte in giornata vuol dire assumersi un' elevata probabilità di contrarre pesanti loss.Comprare al meglio o con ordini prefissati in asta di volatilità ,nonostante la presenza di due strumenti fondamentali come l'Imbalance e il Prezzo Teorico, vuol dire spesso mettere una fiche al Casinò sullo Zero.
Ora veniamo alle operazioni che si possono fare:
-Comprare o shortare prima di una prevedibile sospensione
-Comprare o shortare in asta di volatilità
Casistiche:
Se un titolo viene sospeso e successivamente esce una notizia è irrazionale partecipare all'asta perchè sicuramente ''vince'' chi ha le informazioni migliori.
Se un titolo rischia la sospensione si può inserire un ordine in prossimità e in anticipo sui livelli di sospensione per quel titolo (es.+-5% ma considerando che c'è la discrezionalità!).
Però a priori non si può sapere se il titolo verrà sospeso,se per una notizia o un errore da parte di qualche operatore con l'HFT.
Quindi stabilito che durante le aste di volatilità le strategie adottate con l'uso dell'Imbalance non contano,che non si può prevedere una notizia o un errore tecnico o uno scostamento improvviso di prezzo sconsiglio di investire durante queste fasi di mercato.Fermo restando che comunque dobbiamo conoscerle perchè investiamo in Borsa.
domenica 3 febbraio 2013
Crollo Saipem,Si poteva Prevedere?
Lungi dal fare prediche,a posteriori non servono a
nulla,analizzerò in maniera concisa l'andamento del bilancio di Saipem dal 2007
al 2011.E infine la terza trimestrale del 2012.
I valori % si riferiscono al periodo di tempo tra il 2007 e il
2011.
Ricavi +29,5% dato positivo
Costo del venduto +18,82% di cui Ammortamento +116,37% dato molto negativo (incide molto pesantemente sui costi)
Profitto lordo/Ricavi x 100= 16,24% nel 2007 20,88% nel 2011 siamo
in una situazione di accanita concorrenza.
Spese di gestione e amministrative +46,47% dato negativo(aumento superiore rispetto all'aumento dei ricavi) di cui ricerca
-42,86% dato negativo
Ammortamento/Profitto lordo x100= nel 2007 18,51% nel 2011 24,05%
quindi in aumento,può portare a un peggioramento del rapporto utili netti/ricavi
Interessi passivi -97,55% dato molto positivo
Interessi passivi/utile di gestione x 100= nel 2007 45,5% nel 2011
1,66% ottimo risultato
Imposte +60%
Utile netto +5,26% Eps +5% dati positivi
Utile netto/Ricavi x100= nel 2007 9,36% nel 2011 7,61% la
redditività dell'azienda(il margine di profitto netto) cala.Vuol dire che l'aumento dei costi è stato maggiore dell'aumento dei ricavi e degli utili.
Stato Patrimoniale
Liquidità e investimenti a breve termine -42,17% dato negativo,la liquidità in cassa è diminuita
Crediti -2,2% Rimanenze +13,41% Crediti non esigibili +52,17% (rimangono comunque una minima parte del totale dei crediti,circa il 3,07%)
Quoziente di liquidità= nel 2007 0,871 nel 2011 0,844 in leggero peggioramento soprattutto con utili/ricavi non competitivi.
Attività correnti -4,67% diminuzione maggiore rispetto alle passività correnti
Immobilizzazioni lorde:+99,72% Ammortamento +61,66% Immobilizzazioni al netto +125,27% dati molto positivi
Investimenti +129,17%
Avviamento stabile
Attività totale +35,65% dato positivo
Passività/Attività nel 2007 0,803 nel 2011 0,696 in netto miglioramento
Debito a breve termine -43,32% dato molto positivo
Debiti verso fornitori +12,36%
Altre passività correnti +36,20% dato molto negativo
Passività correnti -1,58%
Debito breve termine 77,32% Debito lungo termine 22,68% nel 2007
Debito breve termine 40,07% Debito lungo termine 59,93% nel 2011 bilanciamento in netto miglioramento ma non ancora a livelli di sicurezza
Debito lungo termine +189,11% in netto aumento,l'azienda nonostante un utile costante continua a emettere debito
Debito lungo termine/utile nel 2007 1,02 dato molto positivo nel 2011 2,8 dato comunque positivo
Debito totale +9,39% dato leggermente negativo
Passività totale +17,49% dato negativo
Utile non distribuito +148,43% dato molto positivo
Presenza delle azioni Saipem Rnc risparmio dato negativo
Rendimento capitale netto nel 2007 38,06% nel 2011 19,10% in netto calo
Rota=0,058 (società difficilmente opabile)
Dividendi pagati +135,71% dato negativo
Free cash flow -696 mln(2007) -661 mln (2008) -873 mln (2009) -472 mln (2010) +152 mln (2011).dato molto negativo. causa emissione importante di debito a lungo termine.in 5 anni emessi al netto delle riduzioni 1758 mln di debito a lungo termine.L'azienda nonostante l'utile ha continuato a contrarre debiti per continuare ad essere competitiva in un settore con molta concorrenza.Ha dovuto contrastare un forte aumento dell'ammortamento (non considerato nell'Ebitda). Inoltre è dà notare un incongruenza trà il calo degli interessi passivi pagati e un aumento del debito a lungo termine.
Dividendi/Free cash flow dal 2007 al 2010 è negativo, mentre nel 2011 è 1,95 dato comunque negativo.Significa che Saipem ha elargito dividendi senza poterselo permettere.
Cash flow operativo-flusso di cassa da investimenti-dividendi nel 2007 -207 mln nel 2010 -350 mln valore negativo nel 2011 68 mln ok= i dati negativi sono dal 2007 al 2010.L'azienda in tal periodo non poteva autofinanziare il proprio business.Quindi ha ricorso al debito.
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